Le tre regole per avere un abito da lavoro perfetto

Gli esperti di Isacco.it hanno provato a tracciare tre regole fondamentali per avere una divisa da lavoro sempre impeccabile.

Vediamole nel dettaglio:
Sicurezza: l’abbigliamento da lavoro deve essere sempre realizzato in conformità con le norme di sicurezza specifiche di ogni contesto lavorativo. Le casacche nel settore della ristorazione e in quello sanitario devono assicurare un elevato livello di igiene, mentre abiti ignifughi sono raccomandati per cuochi e operatori culinari; speciali camici antiacido sono essenziali per chi lavora in laboratorio. Ogni settore ha le sue indicazioni specifiche e le certificazioni di riferimento, che gli abiti da lavoro di migliore qualità devono sempre rispettare.
Eleganza: il pregio estetico degli abiti da lavoro è un requisito non sempre necessario, ma in alcune attività è veramente indispensabile. Stiamo parlando, naturalmente, di tutti quegli impieghi in cui il contatto con i clienti è costante e diretto, e in cui è dunque essenziale avere un abbigliamento da lavoro sempre in ordine ed elegante.
Comfort: lavorare è sicuramente impegnativo e almeno la comodità degli abiti deve essere massima. I migliori abiti da lavoro risolvono in modo vincente ed efficace la difficile sfida di coniugare comfort, funzionalità, sicurezza ed eleganza.

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Indumenti da lavoro nelle settimane più calde dell’anno

Il rapporto fra caldo e lavoro non è mai stato idilliaco e si sa.

Ma l’importanza di avere una divisa sempre impeccabile anche sotto il sol leone per alcuni datori di lavoro viene sempre prima di tutto, decisivo sarebbe però trovare il giusto compromesso fra dipendenti accaldati e responsabili poco elastici.

La questione che, si ripropone annualmente con l’arrivo della stagione, quest’anno viene portata alla ribalta da alcuni autisti di autobus e tram che a Nantes hanno deciso di protestare contro l’azienda che non permetteva loro di andare in tenuta estiva con pantaloncini o comunque cose più leggere. Una singolare presa di posizione che però pone l’annoso quesito: come conciliare una divisa perfetta e il caldo dell’estate?

Premettendo che su dalavoro.it molti dei capi sono stati realizzati anche con materiale perfetto per l’estate ecco elencati di seguito alcuni consigli preziosi:

La cravatta, in un ambiente formale può essere anche risparmiata, la giacca forse anche, ma per la parte superiore del corpo, è auspicabile scegliere una camicia o una polo. No alla maglietta dunque e assolutamente no alla canotta stile mare. In qualche ufficio, i bermuda sono tollerati ma se vogliamo comunque mantenere intatto il nostro appeal, il pantalone corto sarebbe da evitare.

Scegliete piuttosto un pantalone di lino e vi sentirete ugualmente a vostro agio.

Non evitare i calzini che seppur ormai la moda tenda a estinguerli in ufficio sono indispensabili per un abbigliamento idoneo.
Quello a cui rinunciare indiscutibilmente negli orari di lavoro sono le ciabatte, infradito o cose simili. Se non altro perdereste qual gusto impagabile di spogliarvi e mettervi comodi appena la giornata di lavoro sarà terminata.

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Gli indumenti da lavoro alla settimana della moda

Abiti da lavoro alla settimana della moda di Milano

L’importanza di avere gli abiti da lavoro sempre impeccabili e, perché no, alla moda adesso è certificato anche nei saloni che la moda la fanno.

Alla settimana della moda di Milano, infatti, Silvia Fendi, a capo dell’omonima azienda romana nata con la pellicceria ha fatto sfilare i suoi modelli con abiti da lavoro “originali e diversi”. Il tutto sembra essere partito da due semplici domande: “Come si vestono i decision makers di oggi? E come si vestiranno quelli di domani?”

Il risultato è stata una creazione di leggeri vestiti di nylon trasparenti accattivante e totalmente contemporaneo.

È proprio la creatrice a spiegarne l’idea:  “È abbigliamento per dirigenti. Ho preso i codici tradizionali dell’abbigliamento dei manager, come bretelle, cravatte e mocassini, mescolandoli però con un atteggiamento più rilassato. I tempi hanno cambiato le cose molto velocemente. Oggi puoi avere un CEO sedicenne di una start-up che diventa un’azienda milionaria in un paio di minuti. Quindi, gli atteggiamenti cambiano e codici sono sovvertiti. Permette ad un uomo di lavorare da bordo piscina, al ristorante o a casa”.

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L’amore ai tempi dell’ e-commerce.

Recenti studi certificano come lo shopping on line sia entrato saldamente nella vita di coppia diventando anche un importante momento di intimità, di complicità. Gli esperti di Isacco.it hanno, dunque, fissato alcuni buoni motivi per acquistare anche le divise da lavoro da un e-commerce.

Di seguito proviamo a riassumerne i principali.

  • Rispetto ad un negozio fisico, hai a disposizione una più ampia scelta di prodotti; infatti, un punto vendita non può avere in magazzino tutti gli articoli del catalogo ed è quindi probabile che alcuni prodotti debbano essere ordinati. Questo, per te, significa dover tornare una seconda volta e, quindi, dover affrontare una doppia spesa di tempo e benzina. Un e-commerce di abiti da lavoro online, invece, ha sempre a disposizione tutto ciò di cui hai bisogno.
  • Risparmi sulla benzina, poiché non devi recarti fisicamente in negozio. Acquistare abiti da lavoro online significa fare un unico sforzo: un click con il mouse! Finalmente puoi dire “basta” con il traffico in orario di punta, “basta” con le pause pranzo trascorse in cassa e “basta” con le inutili spese di benzina. Acquistare online richiede un unico investimento: quello in una connessione internet!
  • Finalmente puoi ridurre la spesa di “tempo”, dato che puoi acquistare comodamente da casa, 24 h su 24. Acquistare abiti da lavoro online significa essere liberi da orari di apertura e chiusura e poter fare acquisti in qualsiasi momento della giornata, anche a notte fonda, se sei un appassionato di shopping notturno! Non devi neanche accendere il PC: puoi acquistare comodamente dal tuo smartphone durante il tragitto lavoro-casa.

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Il tempo di vestizione e il dibattito sulla giusta retribuzione

Tempo di vestizione

Uno dei dibattiti inaspettatamente più accesi fra chi si interroga sulle condizioni dei lavoratori, è quello che riguarda il tempo di vestizione: cioè il diritto dei lavoratori ad ottenere la retribuzione anche per il tempo necessario ad indossare e poi togliere gli abiti da lavoro.
I casi più rappresentativi di questo dibattito sono su tutti i lavoratori del settore ospedaliero e i lavoratori del settore alimentare, sempre a contatto con le rispettive norme igieniche. Due casi in cui la vestizione richiede molto tempo.
Da questi esempi prende parte la domanda: il tempo di vestizione deve essere retribuito?
Alcuni esperti della materia hanno diviso il tutto in due ipotesi secondo cui dividere i casi:
La prima ipotesi è quella in cui sia data facoltà al lavoratore di scegliere il tempo ed il luogo ove indossare la divisa. Se, ad esempio, il dipendente può scegliere di indossare la divisa presso la propria abitazione e prima di recarsi al lavoro la relativa attività, secondo la giurisprudenza dominante, fa parte degli atti di mera diligenza preparatoria allo svolgimento della prestazione lavorativa. Detta attività meramente preparatoria, come tale, non deve essere retribuita.
La seconda ipotesi, invece, si verifica quando il lavoratore non ha alcuna facoltà di scelta in quanto le attività di vestizione sono dirette dal datore di lavoro, che ne disciplina il tempo ed il luogo di esecuzione.
In tal caso, il tempo necessario per indossare e poi togliere la divisa o gli abiti di lavoro rientra nell’orario di lavoro effettivo, che in quanto tale dovrà essere retribuito.
dall’esplicita disciplina d’impresa, che risultare implicitamente dalla natura degli indumenti da indossare o dalla specifica funzione che essi devono assolvere nello svolgimento della prestazione.

Per leggere la questione vista dagli esperti di Laleggeugualepertutti.it nei sui aspetti più tecnici clicca qui

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Indumenti da lavoro ad alta visibilità. Tutto quello che c’è da sapere

vestiti operai alta visibilità

Il datore di lavoro è obbligato a tutelare le persone che svolgono la propria attività in situazioni di probabile rischio come, ad esempio, chi agisce in sulle strade o in cantieri in prossimità. Leggi tutto “Indumenti da lavoro ad alta visibilità. Tutto quello che c’è da sapere”

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Quanto conta la divisa del cameriere?

Nella ristorazione, fra chi gestisce locali di cucina si fa sempre più strada una domanda: quanto conta la figura del cameriere e conseguentemente la sua immagine?

Più che un nuovo tipo di approccio è, forse, una ritrovata importanza verso chi serve i clienti, dovuta forse allo sviluppo – attraverso nuove piattaforme virtuali – di una comunicazione diretta fra possibili clienti spesso inflessibili e eccessivamente esigenti.

Per non lasciare nulla al caso e dispensare alcuni ottimi consigli e spunti di riflessione anche gli esperti di Isacco.it si sono espressi sul tema. “La figura del cameriere – scrivono attraverso le pagine del loro blog – è fondamentale per un’attività ricettiva: egli non solo serve i clienti, ma è anche parte fondante dell’immagine stessa del locale. Ecco perché è importante che il vestito cameriere sia sempre ineccepibile”.

“Non esiste un modello unico di abbigliamento: il vestito cameriere giusto da adottare può essere declinato in diverse tonalità e modelli, a seconda dello stile del ristorante”

Tuttavia, esistono delle regole auree, valide per tutte le attività:

La divisa cameriere dev’essere sempre pulita e ben stirata: questo vuol dire che sono vietate macchie, aloni o sgualciture. Camerieri dall’aspetto curato richiamano l’immagine di una cucina ordinata e rispettosa delle norme igieniche. Sarebbe meglio che ogni cameriere abbia a disposizione almeno 3 divise, di modo tale che nell’arco della giornata ci sia tempo di lavarle e stirarle con cura, senza dimenticare il colletto.

Gilet e cravatta devono essere coordinati alla giacca: l’accozzaglia di colori è sicuramente una delle cose più sgradevoli per gli occhi di chi ricerca eleganza e buon gusto. Ecco perché è importante trovare il giusto abbinamento tra i colori della divisa e ricreare la perfetta continuità con lo stile del locale.

La divisa del cameriere deve essere rigorosamente professionale: pantaloni, camicia, giacca e gilet devono avere le “classiche” caratteristiche tecniche di un abito da lavoro: resistenza, durata, praticità. Mai pensare di essere vestiti di tutto punto con indumenti acquistati in un negozio di abiti civili! 

Indossare dei guanti bianchi potrebbe regalare un tocco di eleganza in più a tutto il servizio, ma attento: essi potrebbero anche rivelarsi un’arma a doppio taglio. Essi, infatti, potrebbero rendere gli oggetti particolarmente scivolosi e, soprattutto, rendono ben visibile ogni tipo di macchia. Insomma, studia bene il loro utilizzo prima di fare brutte figure!

Oltre al vestito cameriere, bisogna curare anche l’efficienza del servizio: ecco perché è buona cosa fare in modo che essi siano sempre dotati di tutti gli accessori indispensabili per un perfetto servizio al tavolo, come un apribottiglie, un blocchetto per le comande e un accendino per allietare le cene a lume di candela”.

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Camice parrucchiera: nero o colorato?

I camici per parrucchieri devono dare un senso preciso di professionalità, pulizia ma soprattutto deve riparare.

Ma perché non può essere anche chic? Quali sono i colori di tendenza fra i saloni di parrucchieria più eleganti del mondo? E più in generale, ci sono delle regole da seguire per avere un look perfetto prima di andare a mettere le mani nel look degli altri?

Il blog di Isacco.it entra con efficacia nel merito dell’argomento :

“È fondamentale – scrivono – che il camice parrucchiere sia bello, oltre che confortevole: l’eleganza è determinata non solo dal design dell’abito, ma anche dal colore.
Il nero è, per antonomasia, un colore chic (basti pensare al celebre tubino nero indossato da Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany): costituisce, quindi, la scelta perfetta se desideri che il tuo salone sia connotato da eleganza e raffinatezza. Ovviamente, il tuo negozio dev’essere “in tinta” con il camice parrucchiere, se non vuoi ottenere il fastidioso effetto “pugno nell’occhio”: meglio abbinarlo a lavabi e poltrone dello stesso colore o, comunque, caratterizzati da colori intensi, per dare un tocco di eleganza a tutto l’insieme. Inoltre, le macchie di tinta sul nero sono meno visibili!
Un camice colorato darà una sferzata di allegria al tuo negozio: si tratta della scelta perfetta se il tuo negozio vanta una clientela giovane e sempre attenta alle ultime tendenze”.

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Tempi duri per i selfie in divisa

Vita dura per i selfisti anonimi, almeno per gli amanti del genere #InDivisa o #AtWork. Dopo il divieto imposto ai medici in sala operatoria, scatta la restrizione anche in altri settori. Ad esempio, si stanno muovendo i vertici della polizia e il Csm, mentre carabinieri e guardia di finanza erano intervenuti già qualche anno fa.

Già in una circolare del 2013, infatti, i vertici dell’Arma e delle Fiamme gialle avevano vietato ai loro uomini di postare commenti, fotografie, o qualsiasi altro intervento sui social che potesse lasciar intendere che quella espressa era la posizione di carabinieri e guardia di finanza e non solo dei singoli utenti.

Ora lo stesso sembra intenzionata a fare la polizia. L’obiettivo sembra quella di limitare i commenti social degli agenti che, spesso, rischiano di essere interpretati come una presa di posizione condivisa dall’intera istituzione. La stretta allo studio dovrebbe quindi riguardare, come già succede per carabinieri e finanzieri, il modo in cui si opera sui social: sì al profilo personale, ma solo come privati cittadini e non come appartenenti alle forze dell’ordine.

Una misura analoga potrebbe essere adottata anche dal Csm dopo diversi episodi che hanno visto magistrati contestare sui social persone o addirittura sentenze: anche qui, la soluzione sarebbe quella di consentire l’attività su Facebook, ma solo chiarendo che gli interventi sono espressi a titolo privato e non a nome dell’istutizione.

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